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Cardiologia22 Settembre 2026

QTc con Bazett: come si calcola e quando non fidarsi

Il QT si accorcia quando il cuore accelera: per confrontarlo fra un tracciato e l'altro, o con una soglia, va corretto per la frequenza. La correzione di Bazett è la più usata da un secolo, è quella che calcolano quasi tutti gli elettrocardiografi ed è anche quella che sbaglia di più proprio dove il QT interessa di più. Qui trovi la formula con un esempio, i limiti con i numeri, le soglie e cosa scrivere nel referto.

Perché il QT va corretto

L'intervallo QT misura, dall'inizio del QRS alla fine dell'onda T, la durata della depolarizzazione e della ripolarizzazione ventricolare. Dipende dalla frequenza: quando il ciclo cardiaco si accorcia, si accorcia anche il QT. Un QT di 400 ms può essere normale a 60 battiti al minuto e lungo a 100.

La correzione serve a riportare il valore a quello che si avrebbe a 60 bpm, cioè con un intervallo RR di un secondo, così da confrontare due tracciati registrati a frequenze diverse o applicare una soglia unica. È una normalizzazione matematica, non una misura: e come ogni normalizzazione funziona bene vicino al punto di riferimento e peggio man mano che ci si allontana.

La formula di Bazett, con un esempio

La formula proposta da Bazett nel 1920 divide il QT per la radice quadrata dell'intervallo RR espresso in secondi: QTc = QT / √RR. Se hai la frequenza e non l'RR, lo ricavi così: RR = 60 / frequenza.

Un esempio con numeri da ambulatorio: QT 400 ms, frequenza 78 bpm. L'RR è 60 / 78 = 0,769 secondi, la sua radice quadrata è 0,877, e 400 / 0,877 dà un QTc di 456 ms. In un uomo è appena sopra la soglia di prolungamento, in una donna appena sotto.

Due dettagli pratici. L'RR va in secondi, non in millisecondi: con 769 al posto di 0,769 il risultato esce sbagliato di un fattore superiore a trenta. E a 60 bpm l'RR vale 1 e il QTc coincide con il QT misurato: è un buon controllo mentale per capire se un calcolatore sta facendo il conto giusto.

Dove Bazett sbaglia, con i numeri

Il limite di Bazett è noto: la radice quadrata corregge troppo quando la frequenza è alta e troppo poco quando è bassa. Si vede bene confrontandola con la formula di Fridericia, che usa la radice cubica dell'RR: QTc = QT / ∛RR.

A 120 bpm, con un QT di 320 ms, Bazett dà un QTc di 453 ms, Fridericia di 403. Lo stesso tracciato è prolungato per un uomo con la prima formula e normale con la seconda: 50 ms di differenza che vengono solo dalla scelta della formula. A 48 bpm, con un QT di 460 ms, succede il contrario: Bazett dà 411 ms, Fridericia 427, e il rischio è di sottostimare un QT che si sta davvero allungando.

Per questo Bazett si considera affidabile in una finestra indicativa fra 50 e 100 bpm, e fuori da lì il risultato va confrontato con Fridericia o con correzioni lineari come quella di Framingham, QT + 0,154 × (1 − RR) con i valori in secondi, o di Hodges, QT + 1,75 × (frequenza − 60) con il QT in millisecondi. Negli studi sugli effetti dei farmaci sul QT si preferisce di norma Fridericia. Nessuna formula è perfetta per tutti; quello che non va bene è usarne una senza sapere quale.

Le soglie: QT lungo e QT corto

Le raccomandazioni AHA/ACCF/HRS del 2009 per la standardizzazione dell'elettrocardiogramma definiscono prolungato un QTc superiore a 450 ms negli uomini e pari o superiore a 460 ms nelle donne, e corto un QTc pari o inferiore a 390 ms. Sono soglie per l'adulto; in età pediatrica i riferimenti sono diversi.

Sopra i 500 ms il rischio di aritmie ventricolari, compresa la torsione di punta, aumenta in modo netto, ed è il valore oltre il quale si rivaluta ogni farmaco che allunga il QT. Anche un aumento di 60 ms o più rispetto al valore di base dopo l'introduzione di un farmaco è un segnale da non ignorare, a prescindere dal valore assoluto.

Una soglia però è solo una riga. Un QTc di 452 ms in un uomo è formalmente prolungato con Bazett, ma se la frequenza è 105 bpm lo stesso tracciato può risultare normale con Fridericia. La soglia va letta insieme alla formula e alla frequenza.

Misurare bene prima di correggere

La correzione non ripara una misura sbagliata. Il QT si misura dall'inizio del QRS alla fine dell'onda T, nella derivazione in cui è più lungo, spesso la II o le precordiali V2-V3, e la fine della T si individua di solito con il metodo della tangente, tracciata sulla parte discendente dell'onda fino alla linea di base. L'onda U, quando è distinta dalla T, non va inclusa.

Alcune situazioni rendono il valore meno affidabile a prescindere dalla formula. Con un ritmo irregolare, come nella fibrillazione atriale, RR e QT cambiano da un battito all'altro: si misurano su più battiti e si usa un valore medio, sapendo che il risultato resta approssimativo. Con un QRS allargato, per esempio in un blocco di branca, una parte del QT è occupata dalla depolarizzazione e il QTc risulta allungato senza che lo sia la ripolarizzazione; in quei casi si guarda anche l'intervallo JT.

Infine, il valore dell'elettrocardiografo. La misura automatica è un buon punto di partenza ma va verificata, e la formula usata dall'apparecchio non è sempre Bazett: se il QTc stampato sul tracciato non coincide con il tuo, la prima cosa da controllare è quale correzione ha applicato.

Cosa scrivere nel referto

Un QTc scritto da solo non è confrontabile con quello del controllo successivo, soprattutto se nel frattempo è cambiata la frequenza. Nel referto conviene riportare il QT misurato, la frequenza cardiaca, la formula usata e il QTc risultante: quattro numeri, una riga.

In Corioli Cardiologia, in arrivo a ottobre 2026, il modulo ECG ha campi separati per PR, QRS, QT e asse; il QTc secondo Bazett si calcola mentre si compila, con la formula indicata accanto al risultato e un avviso quando la frequenza è fuori dalla finestra 50-100 bpm. Nel referto l'elettrocardiogramma esce come tabella, e il QTc è in grassetto solo se è fuori dai limiti: nessun giudizio scritto accanto, perché a leggere il foglio è un medico.

Domande frequenti

Qual è la formula del QTc di Bazett?
QTc = QT / √RR, con il QT in millisecondi e l'intervallo RR in secondi. L'RR si ricava dalla frequenza: RR = 60 / frequenza. Per esempio, con un QT di 400 ms a 78 bpm l'RR è 0,769 secondi e il QTc risulta 456 ms.
Quale formula usare quando la frequenza è alta?
Sopra i 100 bpm Bazett tende a sovrastimare il QTc. Conviene confrontarlo con Fridericia, che divide il QT per la radice cubica dell'RR e risente meno della frequenza: a 120 bpm, con un QT di 320 ms, Bazett dà 453 ms e Fridericia 403. Negli studi sugli effetti dei farmaci sul QT Fridericia è la correzione preferita.
Qual è il valore normale del QTc?
Nell'adulto, secondo le raccomandazioni AHA/ACCF/HRS del 2009, il QTc è prolungato sopra i 450 ms negli uomini e da 460 ms in su nelle donne, ed è corto a 390 ms o meno. Oltre i 500 ms il rischio di aritmie ventricolari aumenta in modo netto. I valori vanno letti sapendo con quale formula il QTc è stato calcolato.
Si può calcolare il QTc in fibrillazione atriale?
Sì, con cautela. Con un ritmo irregolare QT e RR cambiano da un battito all'altro: si misurano su più battiti consecutivi e si usa un valore medio. Il risultato è meno affidabile che in ritmo sinusale, e con Bazett l'errore cresce se la frequenza media è alta.
Perché il QTc dell'elettrocardiografo è diverso dal mio?
Le cause più comuni sono due: l'apparecchio misura il QT in automatico, con un algoritmo che può individuare la fine dell'onda T in un punto diverso, e non sempre usa la formula di Bazett. Prima di confrontare i valori conviene verificare la misura del QT sul tracciato e controllare quale correzione ha applicato l'elettrocardiografo.

Fonti

  1. Rautaharju PM, Surawicz B, Gettes LS. AHA/ACCF/HRS Recommendations for the Standardization and Interpretation of the Electrocardiogram. Part IV: the ST segment, T and U waves, and the QT interval. Circulation. 2009;119(10):e241-e250.
  2. Drew BJ, Ackerman MJ, Funk M, et al. Prevention of torsade de pointes in hospital settings: a scientific statement from the American Heart Association and the American College of Cardiology Foundation. Circulation. 2010;121(8):1047-1060.
  3. Bazett HC. An analysis of the time-relations of electrocardiograms. Heart. 1920;7:353-370.
  4. Fridericia LS. Die Systolendauer im Elektrokardiogramm bei normalen Menschen und bei Herzkranken. Acta Med Scand. 1920;53:469-486.
  5. Sagie A, Larson MG, Goldberg RJ, Bengtson JR, Levy D. An improved method for adjusting the QT interval for heart rate (the Framingham Heart Study). Am J Cardiol. 1992;70(7):797-801.

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