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Ostetricia26 Giugno 2026

Stima del peso fetale con Hadlock: guida pratica per l'ambulatorio

La stima del peso fetale è uno dei calcoli più frequenti dell'ecografia ostetrica del secondo e terzo trimestre, e le formule di Hadlock ne sono lo standard di fatto. Capire cosa c'è dentro quel numero — e quanto fidarsi — aiuta a usarlo bene; calcolarlo dentro la cartella clinica aiuta a non sbagliarlo.

"Un gestionale medico utile non archivia soltanto dati: deve aiutare il medico a lavorare meglio durante la visita."

Cosa misura davvero la stima del peso fetale

Il peso fetale non si misura: si stima. Le formule di Hadlock, pubblicate negli anni '80 e ancora oggi le più utilizzate al mondo, combinano i parametri biometrici rilevati in ecografia — diametro biparietale (BPD), circonferenza cranica (HC), circonferenza addominale (AC) e lunghezza del femore (FL) — in equazioni logaritmiche che restituiscono il peso stimato in grammi.

Esistono diverse varianti della formula (con due, tre o quattro parametri): quella a tre parametri HC-AC-FL e quella a quattro sono tra le più diffuse nei software ecografici. La circonferenza addominale è il parametro che pesa di più sulla stima, ed è anche il più sensibile alle condizioni di misura.

Il margine di errore: un numero da leggere con onestà

Anche nelle mani migliori, la stima ecografica del peso fetale ha un errore tipico intorno al ±10% rispetto al peso reale alla nascita, che può ampliarsi agli estremi (feti molto piccoli o macrosomici) e a fine gravidanza. Su un feto stimato 3.000 g significa un intervallo realistico di circa 2.700-3.300 g.

Questo non rende la stima inutile — resta fondamentale per il monitoraggio della crescita e per le decisioni cliniche — ma suggerisce due buone pratiche: comunicarla come stima con il suo intervallo, e valutarla sempre in serie, confrontando l'andamento tra ecografie successive più che il singolo valore assoluto.

Dal peso stimato al percentile: il passaggio che dà significato

Il peso stimato da solo dice poco: 1.800 g può essere perfettamente adeguato a 32 settimane e fortemente sospetto a 36. Il significato clinico arriva dal percentile, cioè dal confronto del peso stimato con la distribuzione attesa per quell'età gestazionale: è così che si intercettano il feto piccolo per epoca (SGA/FGR) e il feto grande (LGA).

Questo rende la stima del peso inseparabile dalla datazione: un errore di una settimana nell'età gestazionale sposta il percentile anche di molto. Datazione, biometria, stima Hadlock e percentile sono anelli della stessa catena, e la catena è forte quanto il suo anello più debole — che spesso è la trascrizione manuale dei numeri da uno strumento all'altro.

L'errore più banale: la trascrizione tra ecografo, appunti e referto

Nella pratica reale l'errore più frequente non è nella formula: è nel viaggio dei numeri. Le misure si leggono sull'ecografo, si appuntano, si ricopiano in un'app o in un foglio per il calcolo, poi si trascrivono nel referto. Ogni passaggio è un'occasione per invertire due cifre, confondere HC e AC o riportare un percentile calcolato su un'epoca sbagliata.

Su una gravidanza seguita per mesi, questi micro-errori producono referti incoerenti tra loro — e sono il tipo di incoerenza che una paziente attenta, o un collega che rilegge la storia, nota subito.

Hadlock dentro la cartella: una misura, tutto coerente

La soluzione è far viaggiare i numeri il meno possibile: inserire le misure biometriche una volta sola, nella cartella clinica, e lasciare che stima di Hadlock, percentili e curva di crescita si calcolino da soli, agganciati alla datazione già stabilita in cartella.

È così che funziona in Corioli: la biometria inserita in visita produce automaticamente peso stimato, percentili e posizione sulla curva di crescita, il referto PDF eredita gli stessi valori senza ricopiature e ogni ecografia si confronta con le precedenti nella timeline della paziente. Meno trascrizioni, meno errori, e una storia di crescita fetale leggibile a colpo d'occhio — con i dati salvati in locale, nello studio.

Domande frequenti

Quali parametri usa la formula di Hadlock?
Le formule di Hadlock combinano fino a quattro parametri biometrici: diametro biparietale (BPD), circonferenza cranica (HC), circonferenza addominale (AC) e lunghezza del femore (FL). Le varianti più usate impiegano tre (HC, AC, FL) o quattro parametri; la circonferenza addominale è quella che incide di più sulla stima.
Quanto è precisa la stima del peso fetale?
L'errore tipico è intorno al ±10% rispetto al peso alla nascita, e può aumentare per feti molto piccoli o macrosomici e a fine gravidanza. Per questo la stima va comunicata come tale, con il suo intervallo, e interpretata soprattutto nell'andamento tra ecografie successive.
Perché il percentile conta più del peso assoluto?
Perché lo stesso peso può essere adeguato o patologico a seconda dell'età gestazionale: è il confronto con la distribuzione attesa per quell'epoca a identificare feti piccoli (SGA/FGR) o grandi (LGA) per l'epoca. Il percentile dipende criticamente da una datazione corretta della gravidanza.
Corioli calcola la stima di Hadlock automaticamente?
Sì. Inserendo la biometria in visita, Corioli calcola il peso fetale stimato secondo Hadlock, i percentili e la posizione sulla curva di crescita, tutto agganciato alla datazione della cartella. I valori vengono riportati coerenti nel referto PDF, senza trascrizioni manuali.

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